Abbiamo chiuso, siamo tutti uguali

L’impulso che arriva dal mio cervello mi fa notare che la
città è vuota e la memoria mi fa rivivere l’esperienza della città d’Agosto,
come diceva Jovanotti.





Si la strada è vuota ma i palazzi sono gonfi, tutte quelle
finestre, tutti quei piani di ciascun palazzo sono pieni, tutto il giorno,
tutti i giorni e non solo dove passo io, non solo oggi, per un mese, non è
Agosto, è Marzo 2020 e… abbiamo chiuso.





Non c’è più io, non c’è però, non conta la tua opinione, chi
sei, cosa fai. Chiuso, è pandemia. E di fronte a questo siamo tutti uguali e
facciamo tutti i conti con noi stessi, ciascuno arriva a questo momento da
mille storie diverse,  ma per tutti in
questo momento la storia è una sola.





Tutti fermi, tutti vulnerabili, tutti fragili e poi c’è il
tempo. Una vita a correre dietro a non si sa bene cosa e ora non ci resta che
il tempo. Ora fermi, cosa è superfluo, cosa è essenziale, volevamo tutto,
abbiamo solo il tempo e noi stessi.





Tutti noi stessi insieme, uguali, dopo la corsa sfrenata a
mostrarci, ad apparire nella perenne accettazione di ipocrisia ed egoismo, non
ci resta che essere.





Tutti fermi, tutti rinchiusi, tutti isolati, noi soli, per
ripartire proprio da noi. Senza più quei limiti che proprio perdendo tutto
abbiamo imparato a riconoscere.





Ci viene data fiducia e responsabilità, sta a noi farne qualcosa di buono, in sintonia con noi stessi, tra di noi e con il pianeta che ci fa vivere.






https://www.youtube.com/watch?v=0Nw3jtoTYSA
Abbiamo chiuso, siamo tutti uguali - di Alessandro Pugliese

Moondo
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