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La Casa Bianca continua a non raccomandare cautela nonostante l'impennata di casi

SFOGLIANDO IL NEW YORK TIMES DEL 26/10/2020



La strategia di Trump con il virus biasimata nella nuova esplosione. 5 contagiati fra i collaboratoti di Pence. La Casa Bianca continua a non raccomandare cautela nonostante un salto di casi negli USA. Poche ore dopo che Trump aveva per l’ennesima volta, in un discorso in Nord Carolina, sottovalutato il covid, la Casa Bianca ne e’ stata di nuovo colpita: il capo di gabinetto di Pence e quattro altri del suo ufficio sono risultati positivi. Trump non ne ha parlato nei successivi comizi, ma per i votanti e’ stato un richiamo al suo continuo comportamento sbrigativo nei confronti del virus. 



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-      Credenziali incerte per i controllori delle elezioni a New York. Il comitato elettorale e’ una reliquia di patrocinio politico. Mentre la gestione della democrazia americana e’ diventata  sempre piu’ complessa per lo sviluppo della tecnologia, i voti in anticipo e le interferenze straniere, New York e’ rimasta ferma a un sistema di un secol…

Lunghe code a NYC per votare in anticipo

Per le votazioni federali ed in particolare quelle presidenziali, la cittá di New York ha aperto 88 seggi elettorali (dei 1.231 totali che verranno aperti il 3 novembre), al costo di 75 milioni di dollari, per poter votare con nove giorni in anticipo rispetto alla data ufficiale del 3 novembre.



Le votazioni anticipate, per permettere il distanziamento sociale, sono iniziate il 24 ottobre e termineranno il primo novembre, per poi riaprire le urne il 3 novembre (i seggi saranno chiusi il 2 novembre). Come previsto, le lunghe code non sono mancate.  



Ad esempio, la coda verso il seggio elettorale presso la Robert Wagner Middle School di Manhattan sulla 75ma strada é incominciata un paio d'ore prima delle10, orario di apertura delle urne.



La coda si é allungata al punto da estendersi dall'entrata del seggio intorno a tutto l'isolato, attraverso la Terza Avenue per poi girare sulla 76ma strada, passare per la Seconda Avenue e quindi tornare sulla 75ma strada verso l'entrata …

La Svizzera in sovraffollamento nega le terapie intensive agli anziani

Rassegna stampa dal 19 al 25 ottobre 2020.



Quando le terapie intensive diventeranno congestionate verrà fatta una scelta. Una scrematura dei pazienti che permetterà ai medici di scegliere fra il ricovero di un anziano e il ricovero di un giovane.



Questo accade in Svizzera, dove il protocollo di otto pagine, intitolato "Pandemia Covid-19", pubblicato dall'Accademia svizzera delle scienze, spiega i triage di trattamenti di medicina intensiva in caso di scarsità di risorse. Il protocollo è stato emanato il 20 marzo scorso e fortunatamente non è ancora mai stato applicato.



Purtroppo la situazione in Svizzera sta riportando un aumento dei casi giornalieri molto preoccupante, quasi 6.500 nuovi casi al giorno.



La decisione del medico sarà dettata dalla gravità e dall'età del paziente, le norme prevedono che in scarsità di posti letto, il medico potrà decidere  di non accogliere persone con un'età superiore agli 85 anni, e persone con un' età superiore ai 75 anni che pre…

“Ma noi ricostruiremo” - La mostra milanese sulla ricostruzione dopo la guerra

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La mostra milanese sulla ricostruzione dopo la guerra è il luogo simbolico visitato in questi giorni dai cittadini per cogliere il paragone con le condizioni del presente.



Milano, 25 ottobre 2020 - Ho visitato la mostra “Ma noi ricostruiremo” alle Gallerie d’Italia (Banca Intesa San Paolo) a piazza della Scala a Milano nel giorno in cui è stato attivato il “coprifuoco” che sta sterilizzando commerci e circolazione. La coincidenza non è solo una percezione soggettiva. E’ l’intento stesso di questo allestimento – per altro non visitabile se non con prenotazione, distanziamento, ingressi rallentati e molte cautele – che punta a stabilire una convergenza di clima. Non certo per equiparare i profili materiali, allora macerie diffuse dopo sei bombardamenti aerei in tutte le zone della città tra il 1943 e il 1944; ora un ordine sobrio e livido della città ai primi freddi, mentre prevale l’accoglienza della perorazione “state in casa”. Ma esplicitamente per cogliere il sentimento di rigenerazi…

Ci soffocheranno le vecchie zie?

Nel 1953 Leo Longanesi pubblicò il suo pamphlet più famoso: “Ci salveranno le vecchie zie?”. Era una raccolta di saggi che sottolineavano, già allora, il cedimento della borghesia (il sottotitolo era “I borghesi stanchi”) alle mode e al conformismo, il suo crescente disinteresse all’informazione e alla cultura e, di conseguenza, la rinuncia a quell’egemonia che la storia – dalla Rivoluzione Francese alla Rivoluzione Industriale - sembrava averle consegnato.



Longanesi è stato, insieme a Flaiano, il miglior interprete e fustigatore (con il sano scetticismo di chi sa di non poter cambiare nulla) delle caratteristiche degli italiani. Da fascista (spesso sarcasticamente) acceso, inventò il motto “Mussolini ha sempre ragione”, consapevolissimo delle potenzialità autocritiche della frase e, con zelo, (anche) ironicamente, patriottico, coniò agli inizi della guerra gli slogan: Taci! Il nemico ti ascolta” e ”La patria si serve anche facendo la sentinella ad un bidone di benzina”.



Era un fascist…

“Bangla” vince l'Arco d'Oro di Est Film Festival 2020

Si conclude la 14esima edizione di Est Film Festival, nonostante le numerose difficoltà di questo periodo storico. Il Festival cinematografico di Montefiascone rappresenta uno degli eventi culturali più longevi ed apprezzati nel panorama della Tuscia e quest’anno, come tutto il settore degli eventi, ha subito le conseguenze dell'emergenza legata al Covid-19. Con grande coraggio, determinazione e resilienza gli organizzatori hanno reinventato la manifestazione, stravolgendone la logistica e la location.



Ecco chi sono i vincitori di Est Film Festival 2020.



I Vincitori della 14ª edizione di Est Film Festival



L’Arco d'Oro - Premio Creval e 1.000 € come Miglior Lungometraggio va a “Bangla” di Phaim Bhuiyan.
Bangla, film d'esordio del ventitreenne Phaim Bhuiyan - ex youtuber, italiano di
seconda generazione e musulmano semi praticante, 50% bangla, 50% romano e 100% Torpigna - attraversa con leggerezza e ironia un territorio delicato. Non si tratta solo di Torpignattara, quartiere col…

Il dramma Covid vissuto da Massimo Giannini direttore de La Stampa

Considerazioni del direttore della Stampa, Massimo Giannini, contagiato, ricoverato e tornato a casa ancora positivo dopo 18 giorni: «Quando sono entrato io, solo al mio piano, eravamo in 18. Ora ce ne sono 84. Oltre la metà ha meno di 54 anni, ed è intubata e pronata. Una “procedura” terrificante, che mi sono fatto raccontare. Ti sedano, ti infilano un tubo nei polmoni, e da quel momento su di te scende la notte di un tempo infinito e un luogo indefinito. Sei sdraiato sulla pancia, in una posizione guidata da un rianimatore esperto, per sedici ore consecutive. Dopo ti rigirano supino, per otto ore. Poi si ricomincia: sedici ore prono, otto ore supino. E così via. Tutte le volte che serve a far “distendere i polmoni”, come dicono, e a sperare che intanto la malattia regredisca, e non distrugga definitivamente quel che rimane del tuo sistema respiratorio. Se questo accade, a un certo punto ti estubano, ti risvegliano e allora devi solo sperare di avere ancora un po’ di fiato in gola pe…